Benessere Sereno

Prostata: dove si trova, a che cosa serve e che cosa cambia con l'età

Che cos'è la prostata, dove si trova, a che cosa serve, le tre zone della ghiandola e le tre malattie da distinguere: ipertrofia, prostatite, tumore.

Bicchiere d'acqua e tovagliolo su un tavolo davanti alla finestra

Prostata: dove si trova, a che cosa serve e che cosa cambia con l'età

15-25 ml
il volume di una prostata adulta, grande come una noce
70%
della ghiandola è zona periferica, quella rivolta verso il retto
75%
dei tumori della prostata nasce nella zona periferica
17-37%
uomini con ipertrofia sintomatica fra 50 e 79 anni, secondo AURO
3
le malattie principali della ghiandola: ipertrofia, prostatite, tumore
0
programmi di screening PSA di popolazione attivi in Italia

La prostata è una ghiandola che hanno solo gli uomini. Si trova nel basso tratto urinario, sotto la vescica e intorno all'uretra, ha le dimensioni di una grande noce e un volume di 15-25 millilitri. Produce il liquido che trasporta lo sperma, e i suoi muscoli lisci aiutano a spingerlo fuori durante l'eiaculazione (Società Italiana di Urologia). Il volume cresce lentamente con l'invecchiamento, e da lì arrivano quasi tutti i disturbi urinari di cui si parla dopo i cinquant'anni.

Questa pagina è la mappa: com'è fatta la ghiandola, a che cosa serve, che cosa cambia con gli anni e quali sono le tre malattie da tenere separate. Ognuna ha poi la sua pagina. Le sostanze vendute «per la prostata» sono un capitolo con numeri propri — dosi, revisioni sistematiche e prezzi al mese — e hanno una pagina tutta loro, che prove hanno le sostanze vendute per la prostata.

Fotografia editoriale: un bicchiere d'acqua e un panno di lino piegato su un tavolo di legno chiaro, luce morbida da una finestra con persiane
La prostata è una ghiandola piccola, grande come una noce: sta sotto la vescica e avvolge il primo tratto dell'uretra.

Dove si trova la prostata e com'è fatta dentro?

La prostata sta subito sotto la vescica e avvolge il primo tratto dell'uretra, il canale che porta l'urina all'esterno. Dietro confina con il retto, da cui la separa solo una sottile fascia di tessuto, ed è questa vicinanza a permettere al medico di palparla con un dito. Davanti c'è l'osso del pube. Sotto, dove la ghiandola finisce, c'è lo sfintere uretrale esterno, il muscolo che controlla il flusso dell'urina. Dentro la ghiandola passano anche i due dotti eiaculatori, che arrivano dalle vescicole seminali e si aprono nell'uretra (StatPearls, Anatomy, Abdomen and Pelvis, Prostate).

Dentro, la prostata non è un blocco uniforme. Si divide in tre zone ghiandolari, diverse per dimensione e per quello che ci succede.

Periferica
Quanto pesa sul totale
70% della ghiandola
Dove si trova
la parte più esterna e posteriore, rivolta verso il retto
Che cosa nasce qui
il 75% dei tumori della prostata
Di transizione
Quanto pesa sul totale
piccola
Dove si trova
circonda il tratto di uretra fra la vescica e il verumontanum
Che cosa nasce qui
l'ipertrofia prostatica benigna
Centrale
Quanto pesa sul totale
forma la base della ghiandola
Dove si trova
circonda i dotti eiaculatori

C'è poi una quarta area, lo stroma fibromuscolare anteriore, che di ghiandolare non ha nulla. È fatta di muscolo e tessuto fibroso e sta sul davanti (StatPearls, Anatomy, Abdomen and Pelvis, Prostate).

Questa divisione spiega due cose pratiche che altrimenti sembrano casuali.

La zona di transizione è quella che abbraccia l'uretra. Quando cresce, il tubo si stringe, e il primo segnale è il getto che perde forza. La zona periferica, invece, sta lontana dall'uretra, e una massa che nasce lì può crescere per anni senza toccare il passaggio dell'urina e senza dare alcun disturbo. In compenso è la zona più vicina al dito del medico durante l'esplorazione rettale.

Un tumore della prostata, nelle fasi iniziali, spesso non dà sintomi evidenti (ISSalute). Chi aspetta di sentire qualcosa sta quindi usando il criterio sbagliato; a dire quando fare un controllo è l'età.

A che cosa serve la prostata?

La prostata serve alla riproduzione, non alla minzione. Produce una parte del liquido seminale, e quel liquido fa un lavoro preciso. È alcalino, cioè poco acido, e protegge gli spermatozoi nell'ambiente acido della vagina, allungando il tempo in cui restano capaci di fecondare. Contiene inoltre proteine ed enzimi che nutrono gli spermatozoi, e il suo volume rende più facile la spinta meccanica lungo l'uretra (StatPearls, Anatomy, Abdomen and Pelvis, Prostate). C'è poi la parte muscolare. La ghiandola contiene muscoli lisci che aiutano a spingere fuori lo sperma durante l'eiaculazione (SIU).

Fra le proteine prodotte dalle cellule ghiandolari c'è anche il PSA, l'antigene prostatico specifico. La sua funzione biologica è rendere più fluido il liquido seminale dopo l'eiaculazione. Scompone le proteine che gli danno la consistenza gelatinosa iniziale, e così gli spermatozoi si muovono meglio (StatPearls, Prostate-Specific Antigen). Che sia poi diventato anche un esame del sangue è una conseguenza arrivata dopo.

La prostata, quindi, al lavoro di urinare non partecipa. Sta soltanto intorno al tubo, ed è la posizione, non la funzione, a renderla un problema.

Che cosa cambia nella prostata con l'età?

Il volume aumenta lentamente durante l'invecchiamento maschile, per i cambiamenti dell'equilibrio ormonale (SIU). Quanti uomini arrivino poi ad avere disturbi dipende però da che cosa si conta, e due fonti serie arrivano a cifre molto diverse.

Fascia d'età Presenza di iperplasia (MSD) Ipertrofia sintomatica (AURO)
31-40 anni 8%
50-59 anni 40-50% (fascia 51-60) 17%
60-69 anni 27%
70-79 anni 37%
oltre 80 anni più dell'80%

La differenza non è un errore di una delle due fonti. Il manuale professionale MSD, edizione italiana, conta la presenza della condizione nella ghiandola (MSD Manuals). Le linee guida italiane AURO riportano invece i dati di un'indagine di popolazione che conta solo gli uomini con sintomi misurabili e flusso ridotto insieme, cioè punteggio dei sintomi I-PSS pari o superiore a 7 e flusso massimo sotto 15 millilitri al secondo (AURO, linee guida IPB).

Avere la ghiandola ingrossata e avere un problema da curare non sono la stessa cosa.

Da qui anche la distanza fra i titoli divulgativi, che parlano dell'«80% degli uomini anziani», e la prudenza dell'urologo in ambulatorio, che sta usando un altro metro.

Quali sono i tre problemi principali della prostata?

Le condizioni cliniche più rilevanti che riguardano questa ghiandola sono tre: l'ipertrofia prostatica benigna, il tumore della prostata e la prostatite (StatPearls, Anatomy, Abdomen and Pelvis, Prostate). Si distinguono più per come si presentano che per dove nascono.

Ipertrofia prostatica benigna
Segno che la caratterizza
disturbi urinari senza dolore
Età tipica
dopo i 50 anni
Prostatite
Segno che la caratterizza
dolore (perineo, pube, pene, testicoli, eiaculazione)
Età tipica
qualsiasi età
Pagina dedicata
prostatite
Tumore della prostata
Segno che la caratterizza
spesso nessun sintomo all'inizio
Età tipica
aumenta con l'età
Pagina dedicata
valutazione medica: su questo sito non ha una pagina

La distinzione fra le prime due è la più utile da avere in testa, ed è netta. La prostatite è un'infiammazione e fa male; l'ipertrofia è un ingrossamento legato all'età e non dà dolore (MSD Manuals).

Se il sintomo principale è il dolore, non è ipertrofia, e la prima mossa è la visita.

Perché la prostata ingrossata rende difficile urinare?

Perché la parte che cresce è quella intorno all'uretra, e il canale si restringe. I disturbi che ne derivano si dividono in due gruppi, e riconoscere il proprio gruppo aiuta a descriverlo al medico.

Gruppo Che cosa si sente Esempi
Svuotamento (ostruttivi) l'urina fatica a uscire getto debole, esitazione a iniziare, flusso a intermittenza, sensazione di vescica non vuota, sgocciolamento
Riempimento (irritativi) la vescica chiede spesso urinare molte volte al giorno, urinare di notte, urgenza improvvisa

La distinzione viene dai MSD Manuals, edizione italiana. Nei casi gravi si arriva alla ritenzione urinaria acuta, cioè al blocco completo della minzione.

Con il tempo la vescica costretta a spingere di più si indebolisce e non si svuota del tutto; l'urina che resta dentro favorisce infezioni e calcoli, e nei casi trascurati può arrivare a danneggiare i reni (ISSalute, Istituto Superiore di Sanità).

Per misurare quanto pesano questi disturbi si usa l'IPSS, un questionario di sette domande sui sintomi urinari più un'ottava sulla qualità della vita, che non entra nel punteggio. La somma va da 0 a 35: da 0 a 7 sintomi lievi, da 8 a 19 moderati, da 20 a 35 gravi (MSD Manuals). È lo stesso strumento con cui AURO ha costruito le percentuali della tabella qui sopra.

Chi è arrivato qui partendo dal sintomo e non dall'organo può andare dritto a urinare spesso e urinare di notte, dove la frequenza viene separata dal volume. Non tutto quello che sembra prostata lo è.

La prostata ingrossata può diventare un tumore?

No. La Società Italiana di Urologia lo scrive in modo esplicito: l'aumento di dimensioni non evolve e non contribuisce a un cambiamento maligno del tessuto, neanche se non curato, e «l'iperplasia prostatica non è né sinonimo né un fattore di rischio per lo sviluppo di un tumore prostatico» (SIU). L'ISS dice la stessa cosa dall'altro lato, cioè che negli uomini con ipertrofia il rischio di sviluppare un cancro non è più alto che negli altri (ISSalute).

La rassicurazione però va completata in due punti, altrimenti resta una mezza verità.

Entrambe le condizioni diventano più frequenti con l'età, e in un uomo anziano possono essere presenti tutte e due insieme. Averne una non protegge dall'altra (SIU).

E i sintomi possono somigliarsi. Un tumore della prostata può dare disturbi urinari simili a quelli dell'ipertrofia; un elemento che orienta diversamente è il mal di schiena basso, che può comparire quando la malattia ha già dato metastasi vertebrali (StatPearls, Anatomy, Abdomen and Pelvis, Prostate). Distinguere non è un lavoro che si fa da soli con una ricerca in rete. Serve una valutazione medica.

Su questo sito il tumore della prostata non ha una pagina, ed è una scelta. Diagnosi e terapia oncologica appartengono all'urologo e all'oncologo, non a un sito che parla di disturbi urinari benigni. Quello che possiamo fare è dire chiaramente quando il percorso porta lì.

Il dolore alla prostata è segno di tumore?

No, e di solito non è nemmeno ipertrofia. Il dolore in quella zona — perineo, sopra il pube, pene, testicoli, oppure durante l'eiaculazione — è il segno tipico della prostatite, che può comparire a qualsiasi età (MSD Manuals).

La prostatite non è una malattia sola. La classificazione NIH ne distingue quattro categorie: la I è batterica acuta, con febbre, brividi, malessere e dolori muscolari; la II è batterica cronica, con infezioni urinarie che tornano causate dallo stesso batterio; la III è la sindrome da dolore pelvico cronico, nelle due varianti infiammatoria e non infiammatoria; la IV è infiammatoria ma senza sintomi, scoperta per caso. La categoria III è di gran lunga la più frequente, e si stima riguardi il 90-95% dei casi diagnosticati come «prostatite» nella pratica clinica (MSD Manuals).

Quando l'infezione batterica c'è, i germi sono gli stessi delle infezioni urinarie. Escherichia coli è responsabile del 50-90% dei casi, seguito da Klebsiella, Proteus, Serratia e Pseudomonas (ISSalute). Categoria per categoria, forme e terapie sono raccolte in prostatite: le quattro forme e le cure.

Che cos'è il PSA e a che età si controlla la prostata?

Il PSA è una proteina prodotta dalla prostata e dosabile nel sangue, ma non è un test del cancro. Anche l'ipertrofia fa salire il valore, quindi un PSA alto da solo non permette di prevedere nulla (StatPearls, Anatomy, Abdomen and Pelvis, Prostate). Vale anche il contrario, perché un valore normale non esclude del tutto la malattia.

In Italia non arriva nessuna lettera di invito per il PSA, e non è una dimenticanza. I programmi di screening organizzati di popolazione coprono solo tre tumori — mammella, cervice uterina e colon-retto — mentre per la prostata la scelta di fare il test è individuale e si prende insieme al medico (Osservatorio Nazionale Screening).

Le linee guida europee EAU, che sono il riferimento clinico usato anche in Italia, indicano un percorso per età e per rischio: primo PSA a 50 anni per gli uomini senza fattori di rischio, a 45 anni per chi ha familiarità per tumore della prostata o discendenza africana, a 40 anni per i portatori di mutazione BRCA2. Le stesse linee guida chiedono di non eseguire il test senza avere prima informato la persona su benefici e rischi, perché il PSA produce anche falsi positivi, biopsie evitabili e sovradiagnosi (EAU Guidelines on Prostate Cancer).

Sul prelievo pesano poi due dettagli che quasi nessuno considera. Eiaculazione ed esercizio con pressione sul perineo, per esempio la bicicletta, nelle 48 ore prima del prelievo alzano il valore in modo temporaneo; l'esplorazione rettale, invece, non lo altera in modo significativo (EAU). E chi prende finasteride, sia alla dose per la prostata sia a quella più bassa per la caduta dei capelli, ha un PSA ridotto di circa il 50% dopo sei mesi o più di trattamento, e il foglio illustrativo italiano indica di raddoppiare il valore misurato prima di confrontarlo con i valori di riferimento (scheda tecnica finasteride, riproduzione del testo AIFA).

Un valore rassicurante, in questo caso, può essere soltanto un valore dimezzato. Per i riferimenti per fascia d'età e per leggere un referto riga per riga c'è l'esame del PSA.

Quando non si aspetta e si va dal medico subito

Questi segnali chiedono cure mediche urgenti, non integratori e non attesa: impossibilità di urinare (ritenzione urinaria acuta); sangue nelle urine; febbre alta con brividi; peggioramento rapido dello stato generale con prostrazione, confusione, pressione bassa o respiro accelerato, che sono segni di sepsi; febbre che continua nonostante l'antibiotico, perché può indicare un ascesso della prostata (MSD Manuals; ISSalute).

Fuori dall'urgenza vale il consiglio dell'ISS, cioè parlare con il medico anche di cambiamenti lievi nel modo abituale di urinare, senza aspettare che diventino invalidanti (ISSalute).

Come si arriva a una visita urologica in Italia?

Il percorso standard nel Servizio Sanitario Nazionale parte dal medico di medicina generale, che rilascia l'impegnativa indicando se è una prima visita o un controllo, il quesito diagnostico e una delle quattro classi nazionali di priorità — U, B, D, P — con cui poi si prenota al CUP (Ministero della Salute). Il tempo massimo legato a ogni sigla, e quanto si aspetta davvero secondo i dati pubblici per regione, è spiegato nella pagina su come si prenota e come si svolge la visita urologica.

Sulla visita in sé conviene essere espliciti, perché la paura dell'esame è uno dei motivi per cui gli uomini rimandano. L'esplorazione rettale digitale dura pochi secondi. Il medico usa guanto e lubrificante e palpa la ghiandola per valutarne dimensione, consistenza ed eventuali noduli. Le fonti cliniche italiane la descrivono come fastidiosa o imbarazzante, non dolorosa (Andrologia De Luca). Fa parte della valutazione dell'ipertrofia insieme al questionario sui sintomi, all'esame delle urine e all'ecografia (ISSalute). L'altro esame tipico, l'uroflussometria, è indolore. Si urina in un imbuto collegato a un misuratore che registra velocità e volume del flusso, senza aghi né sonde (MSD Manuals). Che cosa chiede e che cosa guarda lo specialista lo raccontiamo in che cosa fa l'urologo.

Che cosa funziona davvero per la prostata?

La prima linea per i sintomi urinari da ipertrofia è la terapia comportamentale — allenamento dei muscoli del pavimento pelvico, minzione programmata e gestione dei liquidi — e non un farmaco o un integratore (revisione 2025, PubMed). L'allenamento del pavimento pelvico migliora in modo significativo i sintomi urinari, compresa la necessità di alzarsi di notte; aggiunto alla silodosina dà un risultato migliore del solo farmaco, con sintomi più ridotti, flusso migliore e meno urina residua dopo la minzione. Servono di norma 8-12 sedute con un fisioterapista, poi si prosegue da soli (studio 2024, World Journal of Urology).

Sul piano dei farmaci le classi principali sono due: gli alfa-bloccanti, come tamsulosina e silodosina, che rilassano la muscolatura del collo della vescica e agiscono in fretta sui sintomi, e gli inibitori della 5-alfa-reduttasi, come finasteride e dutasteride, che riducono il volume della ghiandola nel tempo (ISSalute). Le due classi le mettiamo a confronto in farmaci usati per l'ipertrofia prostatica, effetti sull'eiaculazione compresi, che sono poi la ragione per cui molti cercano alternative.

Sugli integratori la risposta onesta è scomoda. La revisione Cochrane aggiornata al 2023 ha messo insieme 27 studi randomizzati su 4.656 uomini e non ha trovato differenze rispetto al placebo per la Serenoa repens, la sostanza contenuta in quasi tutti i prodotti venduti in farmacia (Cochrane CD001423). Il manuale MSD in italiano scrive la stessa cosa: «nessun farmaco, compresa la studiatissima Serenoa repens, ha dimostrato di essere più efficace del placebo» (MSD Manuals).

Sull'alimentazione ci sono numeri, non solo consigli generici. Nel Prostate Cancer Prevention Trial, che ha seguito 4.770 uomini senza ipertrofia per sette anni, il consumo quotidiano di carne rossa era associato a un rischio maggiore del 38% di sviluppare ipertrofia sintomatica, mentre quattro o più porzioni di verdura al giorno erano associate a un rischio inferiore del 32% (Kristal e coll., American Journal of Epidemiology 2008). L'ISS riassume la stessa idea in una frase che vale come regola pratica: ciò che fa bene al cuore fa bene alla prostata — attività fisica moderata e regolare, molta frutta e verdura, meno carne rossa, meno alcol, peso sotto controllo (ISSalute). Per la tavola, voce per voce, c'è una pagina a parte sui cibi da evitare.

Da dove partire, problema per problema

Se il tuo punto di partenza è… La pagina giusta
il getto debole e la sensazione di vescica non vuota prostata ingrossata
il dolore al perineo o durante l'eiaculazione infiammazione della ghiandola
urinare troppe volte, di giorno o di notte urinare spesso
un valore di PSA da leggere PSA
la visita: come si prenota e che cosa succede urologo
i farmaci e i loro effetti farmaci per l'ipertrofia
dosi, prove e prezzi delle sostanze in vendita integratori
che cosa mettere e togliere dalla tavola alimentazione

Che cosa fa questa pagina e che cosa non fa

Qui trovi com'è fatta la prostata, a che cosa serve, che cosa cambia con l'età, come si distinguono le tre malattie principali e quando un sintomo va portato dal medico. Ogni numero ha la sua fonte accanto, così puoi controllarlo.

Qui non trovi una diagnosi. Le percentuali per fascia d'età descrivono popolazioni, non la tua ghiandola; le età indicate per il primo PSA vengono da linee guida e non valgono come prescrizione personale. Non trovi nemmeno il capitolo oncologico: il tumore della prostata compare in questa pagina solo per distinguerlo dall'ipertrofia e per dire quando serve l'urologo.

Perché non consigliamo una dose né un prodotto in questa pagina

Perché sarebbe una risposta finta a una domanda seria. Con alle spalle un verdetto Cochrane come quello sulla Serenoa repens, indicare «tot milligrammi al giorno per la prostata» darebbe a un consiglio senza prove l'aria di una posologia.

Quello che possiamo fare, e facciamo in una pagina apposta, è mettere in fila le dosi usate negli studi, i milligrammi dichiarati in etichetta dai prodotti in commercio e il costo di un mese, e lasciare che sia il confronto a parlare. È un lavoro diverso dal consigliare una marca, e serve a chi vuole decidere da sé.

Fonti utilizzate 19

  1. Società Italiana di Urologia (SIU), Ipertrofia prostatica benignahttps://siu.it/salute/patologie/non-neoplastiche/ipertrofia-prostatica-benigna
  2. Singh O, Bolla SR. Anatomy, Abdomen and Pelvis, Prostate. StatPearls, NBK540987 — https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK540987/
  3. MSD Manuals, edizione italiana professionale, Iperplasia prostatica benignahttps://msdmanuals.com/it-it/professionale/disturbi-genitourinari/malattie-benigne-della-prostata/iperplasia-prostatica-benigna
  4. MSD Manuals, edizione italiana professionale, Prostatitehttps://www.msdmanuals.com/it/professionale/disturbi-genitourinari/malattie-benigne-della-prostata/prostatite
  5. ISSalute (Istituto Superiore di Sanità), Ipertrofia prostatica benignahttps://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/i/ipertrofia-prostatica-benigna
  6. ISSalute (Istituto Superiore di Sanità), Prostatitehttps://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/p/prostatite
  7. AURO (Associazione Urologi Italiani), Linee guida — Iperplasia Prostatica Benigna (PDF) — https://www.auro.it/linee-guida/08_IPB%20%E2%80%93%20Iperplasia%20Prostatica%20Benigna.pdf
  8. EAU Guidelines on Prostate Cancer, cap. Diagnostic Evaluationhttps://uroweb.org/guidelines/prostate-cancer/chapter/diagnostic-evaluation
  9. Osservatorio Nazionale Screening (Ministero della Salute / Regioni) — https://www.osservatorionazionalescreening.it/
  10. Ministero della Salute, FAQ liste di attesa e classi di priorità — https://www.salute.gov.it/portale/p5_1_1.jsp?faqArea=listeAttesa&id=217&lingua=italiano
  11. AGENAS, Piattaforma Nazionale delle Liste di Attesa (Legge 107/2024) — https://www.agenas.gov.it/aree-tematiche/comunicazione/primo-piano/2794-online-il-primo-bollettino-agenas-sul-monitoraggio-delle-liste-di-attesa
  12. Tacklind J e coll. Serenoa repens for benign prostatic hyperplasia. Cochrane Database Syst Rev, CD001423 (agg. 2023) — https://www.cochranelibrary.com/cdsr/doi/10.1002/14651858.CD001423.pub3/full
  13. Kristal AR e coll. Dietary patterns, supplement use, and the risk of symptomatic benign prostatic hyperplasia. Am J Epidemiol 2008;167(8):925-934 — https://academic.oup.com/aje/article/167/8/925/85396
  14. Revisione 2025 sulla terapia comportamentale nei sintomi del basso tratto urinario, PubMed 40658396 — https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/40658396/
  15. Studio 2024 su allenamento del pavimento pelvico e silodosina, World Journal of Urologyhttps://link.springer.com/article/10.1007/s00345-024-04974-7
  16. Scheda tecnica finasteride 5 mg (testo AIFA riprodotto da Torrinomedica) — https://www.torrinomedica.it/schede-farmaci/finasteride-5-mg/
  17. Andrologia De Luca, Esplorazione digitale rettale: cos'è e come si controlla la prostatahttps://www.andrologiadeluca.it/blog/esplorazione-digitale-rettale-cose-e-come-si-controlla-la-prostata/
  18. David MK, Leslie SW. Prostate-Specific Antigen. StatPearls, NBK557495 (agg. 10.09.2024) — https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK557495/
  19. ISSalute (Istituto Superiore di Sanità), Tumore della prostatahttps://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/t/tumore-della-prostata

Domande frequenti

Dove si trova esattamente la prostata?

Nel basso tratto urinario, subito sotto la vescica, avvolta intorno al primo tratto dell'uretra. Dietro confina con il retto, separata da una sottile fascia, e sotto ha lo sfintere uretrale esterno. È proprio la vicinanza al retto a rendere possibile l'esplorazione rettale (SIU; StatPearls NBK540987).

A che cosa serve la prostata?

Produce parte del liquido seminale: una secrezione alcalina che protegge gli spermatozoi nell'ambiente acido della vagina, contiene proteine ed enzimi che li nutrono e aggiunge il volume che facilita la propulsione lungo l'uretra. I suoi muscoli lisci aiutano inoltre a spingere fuori lo sperma durante l'eiaculazione (StatPearls NBK540987; SIU).

Quanto è grande una prostata normale?

Ha le dimensioni di una grande noce, con un volume di 15-25 millilitri. Il volume aumenta lentamente con l'invecchiamento, e questo di per sé non è una malattia: diventa un problema quando comprime l'uretra e compaiono i disturbi urinari (SIU).

Il dolore alla prostata significa che è un tumore?

No. Il dolore al perineo, sopra il pube, al pene, ai testicoli o durante l'eiaculazione è il segno tipico della prostatite, un'infiammazione che può comparire a qualsiasi età. L'ipertrofia prostatica benigna, al contrario, non dà dolore. Un tumore della prostata, nelle fasi iniziali, spesso non dà sintomi evidenti (MSD Manuals; ISSalute).

Da che età bisogna controllare la prostata?

Le linee guida EAU indicano di discutere il primo PSA a 50 anni per gli uomini senza fattori di rischio, a 45 anni in caso di familiarità per tumore della prostata o discendenza africana, a 40 anni per i portatori di mutazione BRCA2. L'esplorazione rettale digitale non ha un'età a sé: fa parte della visita urologica, insieme al questionario sui sintomi e agli altri esami (EAU; ISSalute).

Perché in Italia nessuno mi invita a fare il PSA?

Perché in Italia lo screening organizzato di popolazione riguarda solo tre tumori: mammella, cervice uterina e colon-retto. Per la prostata non esiste un programma di invito: il test rientra nella diagnosi precoce individuale, da decidere insieme al medico dopo essere stati informati su benefici e rischi (Osservatorio Nazionale Screening; EAU).

La prostata ingrossata si può ridurre con un integratore?

Nessun integratore ha dimostrato di ridurre il volume della ghiandola, e la revisione Cochrane 2023 su 27 studi e 4.656 uomini non ha trovato differenze dal placebo nemmeno sui sintomi urinari per la Serenoa repens. I farmaci che riducono il volume nel tempo, gli inibitori della 5-alfa-reduttasi, sono un'altra categoria e si prendono con ricetta (Cochrane CD001423; MSD Manuals; ISSalute).